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Piante velenose della flora italiana

copertina

15.00 €

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E' uscita la guida alle piante velenose d'Italia, frutto di decenni di collaborazione tra la Sezione di Botanica del Museo di Storia Naturale di Milano, il Centro Antiveleni di Milano e il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell'Università degli Studi di Torino.

184 pgg., 56 schede botaniche con fotocolor

Il libro è in vendita presso il Museo al prezzo di 15,00 € più le spese di
spedizione (5,00 €), ordinandolo a:
info@scienzenaturali.org


dal depliant illustrativo dell'opera:

Questa pubblicazione fa capo a un progetto condiviso tra il Museo di Storia Naturale di Milano (MSNM), il Centro Antiveleni (CAV) di Milano dell’Ospedale “Ca’ Granda”di Niguarda e il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università degli Studi di Torino (DSTF). Il progetto trae la propria ispirazione dal contatto instaurato oltre 30 anni fa da †Marialuisa Bozza Marrubini e †Rita Ghezzi Laurenzi, tossicologi di riferimento nazionale e internazionale presso l’Ospedale di Niguarda per la diagnosi e la cura delle intossicazioni acute, con la Sezione di Botanica del Museo Storia Naturale di Milano, nelle persone di Enrico Banfi e Gabriele Galasso. Tale contatto si sviluppò consolidandosi quando Franca
Davanzo subentrò alla direzione del CAV; ricordiamo che il CAV era stato istituito presso la Ca’ Granda nel 1967, grazie all’illuminata intuizione di †Marialuisa Bozza Marrubini. Al gruppo di lavoro si era aggiunto già da tempo il DSTF nella figura di Maria Laura Colombo. Si trattava, come tuttora si tratta, di effettuare o confermare l’identificazione botanica della specie vegetale responsabile di ogni singolo episodio di esposizione potenzialmente tossica, nell’intento di risolvere, portare alla luce e documentare scientificamente i numerosi casi di esposizione a vegetali, non di rado fatali, per i quali fin dal 1967 venivano richieste le consulenze al CAV di Milano.

A terzo millennio ormai pienamente avviato sembrerebbe di trovarsi di fronte a un fatto quasi anacronistico: nonostante i progressi della comunicazione, gli avvelenamenti accidentali da piante continuano a permanere consistentemente sulla scena sanitaria mondiale, ma ciò non è affatto strano se si tiene presente che la perdita della conoscenza delle piante e delle loro proprietà è proporzionale al grado di civilizzazione e industrializzazione della comunità umana. Ecco dunque come l’esperienza fin qui conseguita, a parte il peculiare interesse scientifico dei
casi d’intossicazione inediti o clinicamente nuovi, sia servita a mettere in luce lo zoccolo duro del problema, la completa e generale assenza di una cultura scientifico-naturalistica e biosanitaria di base, unico strumento in grado di colmare la lacuna delle antiche conoscenze “sciamaniche”, perdutesi irrimediabilmente in ogni area civilizzata del Pianeta.
Con queste premesse il progetto del volume non poteva che prendere le mosse dal naturale confluire delle competenze afferenti alle tre principali discipline scientifiche chiamate in causa: la botanica, la fitofarmacognosia e la tossicologia clinica.

L’intento è quello di fornire a coloro che raccolgono e consumano tutto ciò che di commestibile cresce selvatico -insalate, frutti, radici, “asparagi”, “spinaci” ecc...- i criteri di comportamento da mettere attentamente in atto a ogni incontro con una pianta, rinunciando alla raccolta in caso di inesperienza o di benché minimo dubbio, oppure sottoponendo il materiale raccolto a personale competente e qualificato.

Lo scopo di questa pubblicazione non si esaurisce qui. Con la presentazione dei soggetti vegetali tossici e della controparte commestibile, gli autori si augurano di contribuire a stimolare nel pubblico la comprensione e il fascino per una diversità che va rispettata ed è il risultato di milioni e milioni di anni di evoluzione biologica sul Pianeta, di farne comprendere l’insostituibile valore e la poesia stessa contenuta nella molteplicità delle espressioni viventi e delle loro interazioni. Tutto ciò cercando inoltre di far intuire la vera posizione della nostra specie, Homo sapiens, nel quadro planetario della vita, perfettamente alla pari delle altre e senza privilegi di sorta o presunte destinazioni teleologiche.

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Daniela Gigante