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Appello per la salvaguardia di Campo Felice (Abruzzo)

25 lug 2011

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Campo Felice rappresenta una delle aree appenniniche più interessanti dal punto di vista floristico. 

La realizzazione di strade, purtroppo già iniziate, comprometterà l’equilibrio delicatissimo di quest’area con la conseguente scomparsa di entità di notevole valore fitogeografico e conservazionistico. Una delle strade di cui si è già iniziato il tracciato si dirige verso la parte più interessante dell'altopiano e oltre a interessare direttamente le aree umide più pregiate, ne potrebbe alterare gravemente il bilancio idrico. Si fa presente che l'area è tutelata da un Parco Naturale Regionale Velino-Sirente ed è una Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Sito di Importanza Comunitaria (SIC).

Le aree umide in prossimità degli impianti di risalita sono le zone dove si concentrano le piante più interessanti e tra queste si ricordano:

- Sedum nevadense pianta del Mediterraneo occidentale, recentemente rinvenuta a Campo Felice, nuova per l'Italia e per l'Europa sud orientale (Minutillo F., Tondi G. & Conti F., 2009 - Sedum nevadense (Crassulaceae), new for the Italian flora. Fl. Medit. 19: 115-117.);

- Artemisia atrata, considerata endemica delle Alpi, in Italia nota con certezza solo per il Piemonte e recentemente rinvenuta in Abruzzo solo ai Piani di Pezza e a Campo Felice;

- Klasea lycopifolia (Serratula lycopifolia), in Italia presente solo in Emilia-Romagna in un'unica località e in Abruzzo a Campo Felice, Altopiano delle Rocche e Prati del Sirente; pianta prioritaria in Direttiva Habitat;

- Sesleria uliginosa, rarissima in tutta Italia e inserita nel Libro delle Piante d'Italia;

- Myosurus minimus, rarissima in tutta Italia e in tutto l'Appennino presente in pochissime località;

- Bulbocodium versicolor, in Abruzzo nota solo per pochissime e isolate stazioni e, oltre che nella nostra regione, in Italia nota solo per Val d'Aosta e Umbria.

L'elenco potrebbe essere lunghissimo ma queste emergenze floristiche sono emblematiche e testimoniano la notevolissima importanza botanica dell'area che meriterebbe una tutela integrale.

La presenza di specie e comunità vegetali molto rare e degne di tutela, unite all’interesse paesaggistico e alla buona integrità dei diversi ambienti accresce l’interesse naturalistico per quest’area.

Considerato l'interesse botanico che l'area riveste si chiede che le autorità competenti si oppongano alle presunte valorizzazioni turistiche intraprese e continuino coerentemente a far rispettare i vincoli istituiti (regionali, nazionali e comunitari).

25 luglio 2011

Dr. Fabio Conti

Responsabile Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino

Scuola di Scienze Ambientali

Università di Camerino

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